Andrea Chimenti – Yuri – Recensione

Soffici Dischi/Santeria/Audioglobe

(CD – LP- DD)

A Buzz Supreme

20 Marzo 2015

Tracklist

1. Il canto di Aede
2. Mi dispiace
3. Yuri
4. Yuri cap 5
5. A sweet fall
6. Aurora
7. La tua parte fragile
8. Torbidi giocolieri
9. Cenere
10. Non accenderti
11. Il tempo di un battito
12. Il cuore di Gio 
13. Ancora una volta

Recensione

Ascoltando questo egregio lavoro il pensiero corre inesorabile ai miei venti anni e al clima culturale che si respirava in quella “belle epoque” della musica e del costume.
Erano gli anni novanta e la scena musicale era in pieno fermento e pullulante come non accadeva dai ’70. Il grunge aveva dato la scossa fatale e da allora in poi la scena musicale si era rimessa in moto in maniera magmatica. Anche in Italia la creatività degli artisti aveva beneficiato delle buone influenze e così nell’arco di pochi anni veniva a crearsi una scena tutta italiana di musica alternativa e comunque di indiscusso valore. Basti pensare che molti artisti rivelatisi in quel periodo hanno realizzato percorsi che arrivano fino ai nostri giorni, affermandosi talvolta, nel bene e nel male, ben oltre i confini della scena “indie”.

Ho ritenuto necessaria questa premessa per spiegare il motivo per cui proprio un neo quarantenne viene incaricato della recensione del nuovo lavoro di Andrea Chimenti. Perché la storia di Chimenti ha inizio proprio in quell’atmosfera fervida dei ’90 e nell’ambito di progetti rivelatisi poi vere e proprie fucine di talenti quali il Consorzio Produttori Indipendenti e i Dischi del Mulo.
Occorre dire che spesso si trattava di prodotti per così dire “di nicchia”, ammirati e seguiti da un pubblico colto e interessato che in quegli anni appariva tuttavia piuttosto numeroso.

E Chimenti? Andrea Chimenti venne allo scoperto con un album dal titolo “La maschera del corvo nero ed altre storie”, un album che raggiunse una discreta platea di palati musicali raffinati ed esigenti. L’artista seppe mettere in versi e musica sensazioni ed emozioni da poeta, di rara intensità e ricercatezza.
Poi il silenzio, l’oblio, almeno così è apparso a me ed ai molti che si erano lasciati solleticare dalla sua musica.
Tralasciando ciò che di buono pure ha fatto nel corso di tanti anni, durante i quali Chimenti ha concentrato la propria opera in settori lontani dalle luci dei riflettori, corro al presente, quando vengo informato dell’uscita del nuovo album niente poco di meno che di Andrea Chimenti!
Vi parlo quindi brevemente di “Yuri”, così si intitola il nuovo lavoro di Chimenti.
Mi ha colpito la coralità del progetto, sia sotto l’aspetto musicale che compositivo. L’impressione è quella del concept album, con solide basi nella musica sperimentale ma con fughe e deviazioni nella musica cantautoriale.
In “Torbidi giocolieri” ho rivisto il piglio del De Andrè della “Domenica delle salme”: un invito disperato a riconciliarsi con l’autorità costituita vivendola come propria ed assumendosi ciascuno la propria dose di responsabilità.
La parte centrale dell’album narra, attraverso sonorità e melodie talvolta struggenti, la storia di Yuri, con un rimando al libro che Chimenti ha edito lo scorso anno con la casa editrice Zona.
Sinceramente emozionante, con tempi di ballata, è “La tua parte fragile”, brano che celebra la liberazione, acquisita attraverso il raggiungimento della consapevolezza.
Un po’ in tutto l’album è tangibile, per chi ha conosciuto il primo Chimenti e per chi volesse farlo ora, la maturità musicale raggiunta dall’artista, il quale riesce a costruire un amalgama tra testo e musica degno dei migliori compositori moderni.
Una menzione speciale merita il brano di apertura, “Il canto di Aede”, che Andrea ha composto sull’ onda emozionale della chiusura dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Greca, nella quale si coglie lampante il monito all’Europa a non mortificare una delle sue migliori radici culturali e quindi a non sacrificare sull’ altare dell’economia la storia e la tradizione di un nobile paese.

L’album appare ben concepito e frutto di un lavoro certosino, come si evince peraltro dall’ottima qualità dell’arrangiamento e dalla ricercatezza delle sonorità ed ovviamente dei testi
.Ciò che emerge in maniera indiscussa dal lavoro complessivo è un sibillino invito ad osare, a liberarsi dai propri fantasmi, a rompere le catene che ci legano alla quotidianità e quindi traspare una neanche tanto velata vena di ottimismo.
Con ciò pare che Andrea si sia buttato alle spalle il giovanile sentimento di cupezza che connotava il suo primo lavoro.

Insomma, quello di Andrea Chimenti è davvero un gradito ritorno!

Recensione di Carmine Guarriello

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Dopo l’avventura coi Moda, Andrea Chimenti ha intrapreso la carriera solista esordendo con “La maschera del corvo nero e altre storie” (1992). Il Consorzio Produttori Indipendenti, ovvero il duo Maroccolo-Magnelli ha prodotto il suo secondo album “L’albero pazzo“, del 1996. Si tratta di un piccolo capolavoro, rilettura originale e matura della nostra migliore canzone d’autore, con inserti classicheggianti e suoni pop di respiro più moderno; un disco ancora oggi stupefacente per bellezza delle canzoni, raffinatezza dei testi e della interpretazione vocale, qualità degli arrangiamenti.

Si arriva così al punto più alto del lavoro artistico di Andrea Chimenti, lo spettacolo “Il porto sepolto“, dove il nostro si cimenta nell’interpretazione musicale dei più bei versi scritti dal poeta Giuseppe Ungaretti. Un estratto da questo spettacolo, suonato e composto insieme a Massimo Fantoni e Matteo Buzzanca, viene pubblicato su cd nel 2002.

Da allora la lunga gestazione che ha portato alla pubblicazione della nuova e attesa raccolta di canzoni di Chimenti, intitolata “Vietato morire“, anticipata dall’uscita di un cd dal vivo (“Concerto 1998“) con canzoni registrate durante la tournée de “L’albero pazzo”, disco di cui è uscita una ristampa nel 2007.

Nel 2010 è il turno di “Tempesta di Fiori“, nuovo lavoro discografico in studio.

Il nuovo album “Yuri” di Andrea Chimenti (Soffici Dischi/Santeria/Audioglobe), esce ad un anno di distanza dall’omonimo romanzo edito dalla casa editrice Zona.
E’ un album dai toni scuri, scaturito dalle pagine del romanzo dove un giovane adolescente è depredato del suo passato e del suo futuro. Yuri, non ha memoria, al suo risveglio dimentica il giorno precedente. Il suo unico ricordo è la storia contenuta in un misterioso libro a cui rimane aggrappato come a un giubbotto antiproiettile.
Una dura allegoria dell’adolescenza di oggi depredata del suo futuro e della speranza da un mondo ostile, sadico e lercio.
Questo album riunisce e completa un percorso che va dall’Albero Pazzo a Vietato Morire passando per il Porto Sepolto.
13 brani che Andrea affida alla produzione artistica di  e Francesco Chimenti, due giovani componenti dei Sycamore Age.
13 tracce calate nella realtà quotidiana, spesso dai toni diretti e a volte politici, senza mai perdere di vista quella lettura poetica della vita a cui Chimenti ci ha abituato nelle sue produzioni.

Puoi trovare "Yuri" in streaming su Spotify
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