Colour Moves – A loose end

Etichetta Interbang Records

Formato :Doppio LP su Vinile

Uscita: Febbraio 2015

 

Tracklist & Featuring

Disco 1:
Slow (Is My Love)
When I Fall
Far Away From Nothing
In My Room
Dreaming Of You
There | The Trace Of One Man

Disco 2:
Cloudlike (Remix 2014)
Trees
Over Falling Skies
Slipping Away
Venus In Furs
Cloudlike

 

Il disco dei Colour Moves si apre con una dolcissima ode alla lentezza. Le chitarre si portano dietro la polvere degli ultimi anni Ottanta e le luci del rock anni novanta. L’organo, che sussurra di paesaggi mentali con una dinamica ad intermittenza, ci prepara alla cavalcata lisergica che chiude con stile il primo dei tredici atti che compongono A loose end. Ho appena finito di ascoltare Slow.

In quale meandro del rock’n’roll mi sono cacciato questa volta? Non lo so, ma in questo disco ci sono tante luci che raramente lasciano il posto al buio, ma quando lo fanno, io sogno Ian Curtis che incontra Keith Moon ed illustra il suo piano per fuggire da un paradiso troppo semplice. Le luci si accendono ancora perché è la volta del manifesto armonico di questo disco. Far away from nothing.

Non m’importa del tempo, degli anni passati dalla composizione alla pubblicazione, di tutte le chitarre che abbiamo attraversato dopo la New Wave. Non m’importa che in mezzo ci siano stati gli Afterhours, profezia della mia adolescenza e memoria dei concerti da “fuorisede”. Mi piace pensare che certi registri non siano scelte, ma esigenze poetiche, bisogni spirituali. Che poi, il disco dei Colour Moves sia un disco italiano ed allo stesso tempo anche ben suonato, non può che farmi piacere.

E non è una questione di patriottismo, ma la felice constatazione che la musica indipendente, anche qui da noi, stia tornando ad essere tale non per la mancanza di un contratto con la Universal ma perché c’è gente alla quale piace schitarrare e cantare senza l’oppressione di un autotune. Un disco che annovera una grande quantità di take realizzate alla fine degli anni Ottanta, riletto attraverso la magia della nostra tecnologia, conserva quella sottile e amorevole ingenuità ed un interessante mood alla Goodbye, Lenin!

A loose end non è un monumento né un manifesto. Nessuno pretende di “inventare” o di farsi padre e creatore di un linguaggio musicale post-contemporaneo. Troppo cervellotico. L’intuizione dei Colour Moves e la scommessa dell’etichetta tedesca, Interbang Records, è molto più semplice e genuina.

Il tentativo, infatti, è quello di dare al mondo tredici belle canzoni e quando suona l’ultima, riconosco quel mixing scarno che profuma di “casa” e mi accorgo che voglio riascoltare tutta la playlist. Scusate se è poco.

Recensione di Agostino Pagliaro

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Bio

I Colour Moves si formano nel Novembre 1984 a Milano. La prima formazione vede
Luca Cajelli (basso), Daniele Gavino Mura (batteria), Marco Magistrali (tastiere), Luigi “Gigi” Pecota (chitarra) e Sergio “Saccingo” Tanara (voce).
Del 1986 è la nostra prima demo, una musicassetta con 4 brani: di questi A forgotten dayapparirà nella compilation Zero-Zero mentre The prey comparirà nel numero Zero della fanzine Anestesia totale. La prima apparizione live è di apertura del concerto dei Weimar Gesang nell’autunno del 1985. Da allora si succedono altri concerti in varie località del Nord Italia.
Nel febbraio del 1986 Giorgio Ciccarelli subentra alla chitarra a Gigi. Inizia una nuova fase che porterà la band ad un’ulteriore maturazione compositiva e ad una più stretta collaborazione, che sfocierà nella pubblicazione del primo singolo dei Colour Moves Trees / Over falling skies (prodotto da Giacomo Spazio e Paolo Mauri per The Eternal/Supporti Fonografici, luglio 1986); un’impresa non da poco per i tempi.
Si intensificano i concerti dal vivo, tra cui Codroipo UD, Centro Sociale Helter Skelter/Leoncavallo Milano, Centro Sociale Gratosoglio Milano, Madone BG, Piacenza e che culmineranno con i concerti di apertura a Torino e Milano del tour italiano dei Felt eBreathless (novembre 1986) e col concerto in Piazza della Scala a Milano (febbraio 1987).
A giugno dello stesso anno registriamo Cloudlike, che apparirà sulla compilation Vinile n° 1. L’ultima incisione con questa formazione è la cover di Venus in Furs dei Velvet Underground per la compilation A tribute to Andy Wahrol, Crazy Mannequin Records(1987).
Nell’autunno 1987 Sergio lascia la band; i rimanenti Colour Moves incidono la cover dei Joy Division Dead Souls per la compilation Something about Joy Division (Vox Pop Records) con Giorgio Ciccarelli alla voce e con il nome Sundowner. Della stessa session di registrazione fanno parte altri brani che finiranno poi nell’album dei Sundowner Heliotrope (Groan Music Records, 1992). Dopo questa esperienza Giorgio Ciccarelli ha proseguito con i propri progetti personali (Sux!, Maciunas) per poi approdare negli Afterhours, dove ha suonato dal 1999 alla fine del 2014.
//// 2014-ADESSO
Nel giugno 2013, un po’ per gioco e un po’ per caso, Luca, Daniele Gavino, Giorgio e Sergio si sono ritrovati per suonare alcuni vecchi pezzi. Da allora è stato un susseguirsi di – prima timidi – e poi sempre più convinti passi e poi consensi a questo progetto.
Ma è solo agli inizi del 2014 che l’idea del disco prende definitivamente forma e nel giugno 2014 registriamo la prima parte del disco A Loose End sotto la direzione artistica di Paolo Mauri e Giorgio Ciccarelli.
A novembre 2014 ufficializziamo l’uscita del disco per fine febbraio 2015 con la berlineseInterbang Records. Siamo tornati.

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