DISORDER 2016 – Giorno #1

Da qui la luna è bellissima.

Ci siamo appena svegliati, in tenda cominciava a far caldo e sentivamo una certa urgenza. Siamo al Disoder, non sono nemmeno le undici, tra le tende c’è chi parla di Calcutta, chi cucina fusilli e chi gioca a carte. La prima serata del festival è andata e potete esser certi che è iniziata alla grande. Ci ha accolto “Ho un complesso rock-La musica non tarderà a toccarvi l’anima”, libro che raccoglie il percorso, tra recensioni ed interviste, di Stefano Cuzzocrea, giornalista scomparso prematuramente quasi due anni fa, che, come dice di se stesso, ha perso “ l’urgenza del punk “ e ha lasciato in eredità un’infinita rete di connessioni musicali e non. Ovviamente il libro noi l’abbiamo comprato! Si apre, a questo punto, l’Arena e i primi ad esibirsi sono i Freudbox che rompono il ghiaccio con il loro risucchiante miscuglio di elettronica e alternative, seguiti dalla scarica potente degli Inude, che si stempera attraverso i fumi del Disorder e ci fa sbattere la testa sui gradoni. Quando il rumore insiste, entrano i Pugile con voce squillante e ritmi decisi, che lasciano poi la conclusione nelle mani di Stearica, con i loro “volumi sbagliati” , libellule del suono che suonano pure le scale e le ringhiere e rompono ogni maledetta barriera, chiudendo in bellezza con un sano metal “scheggiadenti”. Lo spettacolo continua all’Altarea con The Delay in the-universal loop, Leland Did it e Eu Bolos. Al Disorder la gente cammina, si sposta, osserva e ascolta. Ogni senso è stimolato, gli occhi colpiti continuamente da immagini pazzesche e video da cui è impossibile staccarsi.

Insomma questa era solo la prima sera, siete ancora in tempo a venire e a godere di questo festival che fa davvero girare la testa!!!

Report di Maria Grazia Rozera

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