DISORDER 2016 – Giorno #4

Mozzarella rocks!

Scusate il ritardo, ma dovevamo smontare la tenda, cercare le cuffie, che invece abbiamo definitivamente perso, chiudere il borsone, salutare Nala (cagnolona stupenda, compagna insostituibile del nostro campeggio!) e partire. Siamo un po’ stanchi a questo punto, quindi in macchina proprio non riuscivamo a scrivere. Ma non è mai troppo tardi per lodare ancora i fantastici ragazzi di Macrostudio! A loro il merito di aver creato questa meravigliosa realtà dai contorni così affusolati, dai bassi così marcati, tra fili elettrici, ferro e batterie. L’ultima serata ha avuto una musicalità decisamente più soft rispetto a tutto il festival, nuotando tra indie, pop e rock. Livia Ferri ha aperto le danze con il suo indie folk sbarazzino, ma riflessivo, che colpisce immediatamente, tanto da non volerne perdere nemmeno una nota. Epo. Che dire? Incantevoli, decisi quando era necessario alzare la chitarra alternative, profeti nel pop, eleganti e profondi, ci hanno raccontato storie suggestive attraverso testi significativi e molto intensi. Da Padova, poi, sono arrivati i Klune, una voce dolce e forte, un ritmo che scava a fondo. A chiudere l’Arena del Disorder 2016 sono stati i Birthh, un interessante progetto sperimentale, che batte il colpo finale.

Non scende proprio questa storia che il Disorder sia già finito. No, proprio no! Noi di DemonCleaner siamo stati presenti dal primo all’ultimo secondo e se ci siamo persi qualcosa è solo perché il festival offre talmente tanti angoli di bellezza che diventa difficile seguirli tutti. Ma noi ci abbiamo provato seriamente e abbiamo vissuto Disorder a 360°. Ci piace parlare del festival come una persona e, appunto, chiamarlo Disorder senza articolo perché, letteralmente, entrando in questo mondo, è come se fossimo stati abbracciati da una creatura, una figura reale, con mille mani e miliardi di occhi. Disorder ti prende nella pancia, ti lega ad esso, ti fa sentire parte del movimento, del flusso di energie che esistono al suo interno.

Grazie Disorder!

Quasi dimenticavo … un ringraziamento speciale va alla stessa luna di cui vi ho parlato la prima sera. Non è mancata mai, nemmeno una sera, e ha avuto sempre un posto d’eccezione. Si vede che perfino lei non voleva perdersi questo spettacolo!

Report di Maria Grazia Rozera

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