Esterina – Dio ti salvi – Recensione

Etichetta:Le Arti Malandrine
Formato: Cd/lDigital
Data di uscita: 16/11/2015
Distribuzione: Goodfellas

Tracklist & Featuring

1.Pantaloni corti 4:08
2.Dio ti salvi 6:17
3.Puta 4:19 (singolo)
4.Stanno tutti bene 6:02
5.Stesse barche 2:31
6.Canzonetta 4:32
7.Sovrapporre 7:22
8.Mutande 3:34
9.Fabula sangue 7:10

Quando si prega, come certe abitudini richiedono, ci si inginocchia, si giungono le mani, magari si chiudono gli occhi, per conferire un certo pathos alla vicenda e, semplicemente, si prega. Chi, cosa non ha importanza. Si prega per liberarsi da un nodo in gola, ed ecco che si prende coraggio e si parla, si chiede aiuto, e si può, quasi, stare un po’ meglio, almeno per qualche minuto.

Questa premessa diventa (quasi) obbligatoria se ci si trova davanti ad un gruppo che decide di intitolare il suo ultimo album Dio ti salvi. Stiamo parlando degli Esterina, band indie rock toscana, composta da Fabio Angeli, chitarra e voce, Michele Vannucci al basso, Giovanni Bianchini alla batteria, Lorenzo Del Grande, flauti, clarinetto basso, vibrafono e synth e Massimiliano Grasso, piano rhodes, fisarmonica e armonium. Prima noti come Apeiron, gli Esterina hanno dato vita ad una preghiera, liberamente ritenuta tale, lunga nove brani, attraverso i quali abbiamo il piacere di conoscere lei, la donna i cui abiti sono indossati, proprio, da questi cinque uomini, e che gli ha dato questo nome. Il fatto che cinque uomini parlino con la voce di una donna, diventa significativo, stuzzicante e stimolante. La descrivono minuziosamente, raccontando dettagli e anomalie, inquietudini e trasparenze.

L’album, distribuito dalla GoodFellas, uscito il 16 novembre di quest’anno, praticamente qualche settimana fa, ha richiesto un studio approfondito e molto attento, per cogliere con cura le sue peculiarità. Non si può concedere un ascolto sottile alle parole di Esterina, non le farebbe piacere. E poi, potremmo perdere il meglio. Ascoltando Dio ti salvi, per esempio, nell’omonimo pezzo, consapevoli ci si arrende alle complicazioni incessanti che si sfogliano nei timori sfuggenti del cambiamento, molte volte apparente, troppo spesso devastante. Prega, quasi con cadenze corali, che “faccia dei suoi cieli appartamenti, eterni”. Prega, senza silenzio, prega a lungo sui molteplici “non”, sugli infiniti rimpianti. Pezzi intensi anche Stanno tutti bene e Canzonetta, ma un appunto particolare vorrei fare a Sovrapporre, che rivela qualità musicali e strumentali eccellenti, dalla dolce e lenta introduzione all’energico finale, con veli di trascendenza che la rendono, quasi, mistica. E perché non considerare un pezzo che si chiama Mutande… non è per nulla sconveniente, tranquilli!

Dio ti salvi è un disco ricco di imprevisti. Tracce sperimentali, con un esteso filo elettronico permettono contaminazioni varie ed esperienze difficili da codificare. Ascoltare Esterina è perdersi, annegare in mille suoni discordanti che riflettono suggestioni complicate, incerte, tutte disegnate in un album autentico e da tenere stretto al cuore e alla mente.

Recensione  di Maria Grazia Rozera

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Bio

Esterina è una donna minore. Vive sola, per quanto ne è capace. Non ama i suoi parenti e li cerca fuori dal suo sangue.Dorme nella casa sul limite del bosco da dove si vede il mare di Viareggio, dove ci sono i signori, dove le donne sono confezioni da accompagnare, dove gli uomini sono arresi.
Lei no. Aspetta che il vino maturi, che la legna sia da bruciare, che la compagnia fatta ad un amico sia buona, che il sigaro sia acceso per bene, che la musica giunga e spieghi, riannodi e complichi. esterina è di campagna, è la terra, ma conosce la città perché l’ha attraversata, l’ha letta. Sa che è una truffa.
La sua musica è il suono del suo pennato, dell’accetta per sistemar la legna necessaria a passare l’inverno.
Le sue parole sono l’eco delle storie che ha sentito raccontare, quelle viste scendere dal monte che gli sta alle spalle, il riverbero degli sputi che ha fatto volare.
esterina sono in cinque. E suonano.

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