John Mario – Intervista

Sulla scena musicale italiana potremmo trovare a grandi linee due modi per fare cantautorato: ispirarsi all’importante storia cantautoriale italiana oppure assorbire diverse influenze per creare qualcosa di originale e personale, e questo è il caso di John Mario, all’anagrafe Mario Vallenari. Cantautore veronese, da poco ha pubblicato il suo album Per Fare Spazio, edito dalla label, da lui stesso fondata nel 2011, Cabezon Records. Questo album è il frutto di esperienze passate e accumulate in vari progetti (Dead Man Watching su tutti); raccogliendo sensazioni negative e positive, John Mario le trasforma in suoni, parole. Una sorta di “primavera artistica” per il cantautore che, con questo album, ritorna all’ italiano. Undici brani che spaziano molto, a volte lasciando sorpreso l’ascoltatore: si va dal noise al rock, fino ad arrivare ad atmosfere decisamente ambient; anche i testi, per nulla scontati, si muovono tra Jack London e Cesare Pavese. Un lavoro che a primo impatto potrebbe far pensare a qualcosa di negativo, cupo, fosco, ma che poi trova, proprio nel lasciarsi indietro tale negatività, la propria chiave di lettura perché anche la primavera non potrebbe esserci se non ci fosse prima l’inverno.

Citando il brano che da anche il titolo all’album potremmo dire che “il mondo è una barzelletta raccontata male” ma comunque l’intento è quello di farci sorridere.

Intervista

1.John Mario, per la prima volta su DemonCleanerZine, presentati in poche righe a tutti i nostri lettori.

Mi chiamo Mario Vallenari, in arte John Mario: John come John Rambo, Mario come Marion Cobretti. Duro e introverso come un eroe da action movie anni ’80, combatto da più di vent’anni contro il Demone del Rock, ho molte ferite ma sono ancora in piedi.

2.Per fare spazio, un album molto eterogeneo: come ci sei arrivato e di quali “spazi” ti sei servito?

Dopo aver dedicato gli ultimi anni al mio progetto parallelo Dead Man Watching, ho deciso di tornare all’ italiano, ma quando ho riaperto la porta della casa John Mario c’era un casino allucinante, da diventare pazzi… Ho dovuto rimboccarmi le maniche per ripulire tutte le stanze, mi sono dovuto spogliare per non sporcare il vestito che porto ora. In questa difficile impresa è stato fondamentale l’aiuto di Sebastiano Festa (produttore artistico) e Davide Saggioro (sound engineer).

3.Ci piacerebbe definirti un cantautore sui generis poiché è difficile trovarti una collocazione ben definibile; spazi dal noise al post rock, a te come piacerebbe definirti?

Mah… Direi un cantautore figlio degli anni ’90 che cerca di non fissarsi troppo su suoni, generi e obiettivi. Sono un “music-addicted” che lotta con ogni forza perché la musica si ritagli una parte sempre maggiore della quotidianità. A livello mentale sono già a buon punto…

4.In questo album sono presenti riferimenti e citazioni letterarie (Pavese, London): qual è il tuo rapporto con la letteratura e in che modo ne attingi per la tua ispirazione artistica?

Mi sono spesso rifugiato nella letteratura per descrivere sensazioni che non sapevo come esprimere e così Darrell Standing mi ha dato una mano a uscire dal mio corpo e vagare tra le stelle; con tre studenti torinesi ho rivissuto le notti infinite della gioventù, dove il futuro è una grande incognita e le parole si perdono nell’aria; da delle Lezioni Americane ho cercato di apprendere il concetto di leggerezza; alla finestra di un appartamento al quarto piano mi sono perso con Bernardo Soares in infiniti ragionamenti. La letteratura è di fondamentale aiuto quando la “magia” delle cose non la riesci a vedere più da solo e hai bisogno che l’immaginazione di qualcun altro ti aiuti a ritrovare la via… Se ti perdi, il grigio ti mangia.

5.In Esprimi un desiderio si parla malinconicamente di sogni infranti: qual è un sogno a cui hai dovuto, tuo malgrado, rinunciare e qual è, invece, un sogno che, ostinatamente, coltivi ancora?

Ho dovuto rinunciare all’idea di mettere la musica al primo posto, come tutti anch’io devo in qualche modo arrivare a fine del mese. Avrei potuto provare a vivacchiarci come fanno tanti facendo lavoretti saltuari ma è una situazione che non fa per me, a meno che uno non abbia vent’anni, mi sembra un accanimento fine a se stesso. Non è forzando le cose che le fai accadere. Il sogno in cui mi ostino a credere è quello di avere le qualità per lavorare nel mondo della musica, di avere la determinazione e la forza per trasformare la mia Cabezon in un’etichetta che può dare reali opportunità agli artisti sotto contratto e che abbia un minimo di peso nel mercato reale della discografia.

6.Nel brano Niente da dire si parla di futuro, ti chiediamo: nel 2011 hai fondato la Cabezon Records, come vedi il presente ed il futuro della produzione discografica nel nostro Paese?

Da un punto di vista strettamente musicale non vedo grande qualità in giro, mi spiego meglio: ci sono tante buone proposte ma nulla che spicca, che abbia le qualità artistiche (e non) per emergere e crearsi un vero percorso artistico. È anche un momento di grandi cambiamenti e questo è indubbiamente intrigante; la vecchia generazione di cantautori e autori sta cedendo pian piano il passo a quella nuova e, secondo me, nei prossimi anni si definiranno le coordinate della nuova musica italiana. Ce n’è un gran bisogno!

7.Da poco è uscito questo album, adesso quali sono i tuoi progetti a breve termine e puoi svelarci se il tuo tour toccherà anche il sud e in particolare le nostre zone (Campania)?

Non ho grandi progetti se non continuare a promuovere questo disco per come posso. Avevo bisogno di fare spazio dentro di me e l’ho fatto, adesso mi sento più leggero e pronto a nuove sfide. Spero di riuscire a mettere insieme qualche data al sud dopo l’estate ma non c’è ancora nulla di definito.

Articolo di Mario Bertolino

 

Biografia

John Mario è un cantautore veronese che mescola sonorità alternative e indie pop. Ha all’attivo tre dischi autoprodotti: Les Moods (2002), Viaggiare! (2004) ed Embarcadero (2008). Nel 2007 ha firmato un contratto editoriale con Emi Music Publishing Italia e insieme al produttore Orazio Grillo (Emma, Modà, Nesli) ha scritto il tema musicale del film Goodbye Mr Zeus. Dal 2007 al 2012 ha pubblicato sotto il nome Dead Man Watching due EP (Dead Man Watching e Dead Man is Coming to Town) e un full length (Love, come on!). Nell’ottobre del 2011 ha aperto Cabezon Records con la quale ha dato alle stampe i dischi di The Softone, Veronica Marchi, El Matador Alegre, Nicola Battisti, Dead Man Watching, Nicola Sartori, Facciascura e Divano. Per Fare Spazio è il suo nuovo lavoro, uscito a Gennaio 2015. http://www.cabezonrecords.com/

PER FARE SPAZIO (CBZ010 – January 2015)

All tracks by John Mario Vallenari

Produced by Sebastiano Festa

Recorded by Giovanni Massari & John Mario
@ Strawberry Fields Studio & @ Il Ruscello

Mixed by Davide Saggioro & Sebastiano Festa
@ Wise Mastering

Mastered by Davide Saggioro
@ Wise Mastering

Paintings by Giuseppe Vallenari
Photos by Alice Ferrara
Artwork by Alessandro Longo

DISTRO: Audioglobe
PROMO: A Buzz Supreme
PUBLISHING: A Buzz Supreme

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