Luca B.Checchinato: illustratore, fumettista, creativo. Intervista -DemonCleanerZine-

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Nel mondo dell’illustrazione abitano tanti artisti i cui tratti spesso sono simili e ripetitivi. Non è sempre facile individuare il dato certo che distingue un illustratore da un altro. Nel caso di Luca B. Checchinato, in arte LuCh Art, non ci si può proprio sbagliare. Gli Oignòn, queste sue creature fantastiche rappresentano una intuizione creativa, originale e amabile allo stesso tempo. Personaggi avventurosi, un po’ goffi forse, ma che ispirano una certa simpatia e tenerezza, si muovono nell’infinito cielo alla ricerca di stelle perdute e malmesse. Un compito difficile, che ha l’ambizione di mantenere accesa la luce dei sogni e della speranza, quello che si è prefissato LuCh Art, dando vita a personaggi con la fisionomia delle cipolle. Ad un certo punto l’Oignòn ha avuto l’ardire di andare al di là del proprio spazio e ha preso le fattezze e le pose di quadri famosi, si è sostituito a protagonisti di film importanti, ma con il garbo e la correttezza di chi vede in essi dei modelli ispiratori e delle guide fondamentali. Per capire e conoscere meglio il suo mondo Luca Checchinato ha risposto a qualche nostra domanda.

Intervista

1.Hai da poco ricevuto il riconoscimento d’Artista dell’anno per il 2015 da EA Editore. Come è arrivato?

Durante la Biennale di Roma “RomArt” – maggio 2015 – un gallerista di Roma, il dott. Russo, che da anni collabora con la Ea Editore, mi vide e mi invitò a partecipare alle selezioni per L’sola che C’è di Palermo. Così inviai la GiocOignòn e venni ammesso. Un evento grandissimo con grandi ospiti ed una location strepitosa, una antica villa immersa in un agrumeto verdeggiante. Nonostante il devastante uragano che colpì Palermo la sera prima dell’inaugurazione, l’organizzazione instancabile riuscì ad inaugurare e un enorme numero di pubblicò (oltre 50.000 persone) visitò l’isola nei giorni dal 15 al 18 Ottobre. Tra i 600 artisti provenienti da tutto il mondo fui selezionato tra i migliori, permettendomi una seconda esposizione nel prestigioso teatro Politeama di Palermo. Da lì furono decretati i vincitori, tra i quali… io. La cerimonia di premiazione è stata molto, molto emozionante e certamente mi ha dato tanta energia e la consapevolezza che ciò che sto facendo arriva non solo agli occhi delle persone ma quello che mi premeva di più era fare breccia nel cuore di chi vede i miei Oignòn.

2.Dichiari di vivere nei colori e nelle forme. Come nasce un Oignòn e perché l’origine francese.

Vivo certamente nei colori e nelle forme, sono un grande osservatore di ogni minuscola cosa che mi gira intorno. Come ogni persona che ha una inclinazione artistica arriva il momento buio, ma non sono scappato a questo brutto periodo anzi mi ha invaso e devastato. Ero scontento di me e delle cose che facevo, il disegno era diventato forzato e banale… decisi di smettere. Ci vollero molti mesi, ma – come si dice – le cose non accadono mai per caso. In quel lasso di tempo il mio cervello espulse ogni barriera, ogni peso, ogni pressione ed oppressione su chi o cosa disegnare. Quando i miei occhi furono pronti ed il mio cuore rasserenato lo vidi: era lì, sul lavandino del mio bagno, una mattina mentre mi radevo. C’era sempre stato, ma lo vidi per la prima volta… una bomboniera fatta a forma di sacchetto, un profumatore per ambienti di porcellana bianca. Un fulmine attraversò il mio cervello e vidi in quel sacchetto perfettamente la testa dell’Oignòn. Mollai rasoio e con la schiuma ancora sul viso mi misi a disegnare. Quello che venne fuori mi colpì al cuore come la freccia di Cupido, era perfetto, eccezionale, non aveva bisogno di nient’altro… nacque così il mio cercatore di stelle. Cominciai subito a scrivere l’ambientazione che venne fluida come se qualcuno la dettasse. Nell’ambientazione “fantasy” gli Oignòn vengono chiamati così dal protagonista che vedendoli per la prima volta e notando la testa tonda con dei ciuffetti nella parte superiore gli ricordarono degli strani vegetali. Alcuni commercianti giunti dal mare con delle grandi barche di legno scambiavano con gemme e provviste chiamandole “Oignòn” perciò trovando molte similitudini li chiamo così… Oignòn.

3.I tuoi Oignòn sono piccoli grandi cercatori di stelle, ma nelle stelle i tuoi personaggi cosa cercano realmente?

Gli Oignòn non cercano niente in verità ma adempiono alla loro missione (come riportato nella mia Graphic Novel) ovvero recuperare le stelle cadenti, che nell’ambientazione cadono perché danneggiate. A danneggiarle è “Mezzo Nero”, il cattivo di turno, ovvero un pianeta morto, che cerca di oscurare il cosmo, divorando e distruggendo galassie intere. Così, quando le stelle vengono “rotte” da Mezzo Nero, precipitano e gli Oignòn che avvertono il loro arrivo le raccolgono e le sistemano. Una volta “guarite” le stelle tornano a brillare nel cielo. È una favola positiva e di speranza, insegna tante cose, a credere, a non smettere mai di sognare e di lottare fino al raggiungimento dei propri obiettivi.

4.I tuoi lavori sono in mostra a Roma. Film famosi e quadri di importanti artisti entrano nel tuo mondo. Come è nata questa idea?

Durante la Biennale di Roma un gallerista senese rimase colpito dai miei Oignòn, che proprio durante la biennale uscirono per la prima volta. Mi disse che erano molto originali e che sarebbe stato grandioso fare dei remake, sostituendo i personaggi di opere note con i loro testoni e… così feci. Non ringrazierò mai abbastanza Amedeo, se non fosse stato per lui probabilmente non avrei mai fatto una cosa simile e non avrei mai ottenuto i risultati raggiunti quest’anno.

5.Opere realizzate con supporti digitali, matita, china, pantoni e mix di tecniche. Ma cos’è che ti da maggiori soddisfazioni?

Adoro il bianco e nero, il mix tra china e matita sfumata, il contrasto e la luce del bianco e nero è unica per me. In seconda posizione metterei i pastelli e infine i pantoni anche se devo dire che ultimamente, lavorandoci tanto, sto apprezzando maggiormente le loro potenzialità. Come ogni tecnica va studiata e approfondita per trovare il punto di forza.

6.Il tuo lavoro va oltre le due dimensioni e l’Oignòn diventa miniatura 3D. Il 3D quale valore aggiunto conferisce ai tuoi lavori?

Attualmente collaboro con due artiste uniche nel loro genere. Serena Rastrelli di Milano e Patrizia Mastropietro di Roma. Le ho scelte tra milioni di artisti che lavorano i polimeri plastici per la loro particolare originalità. Sono molto differenti tra loro, le loro tecniche sono completamente diverse e quindi anche il risultato lo è. Serena lavora molto sulla texture, i suoi oignòn sono molto vissuti e materici, a vederli sembrano veramente indossare delle tute antichissime, lacere e piene di rattoppi e cuciture. Io la adoro, è stata veramente una fortuna incontrarla, perchè ha dato, per la prima volta, un aspetto nuovo, vero, materiale ai miei Oignòn. Patrizia invece lavora in maniera limpida, liscia oserei dire… i suoi oignòn sembrano di seta, le sue forme sono rotonde e precise, i suoi colori sono magistrali e le sfumature impeccabili. La sua capacità è di creare dei personaggi anche molto piccoli, mentre Serena preferisce i personaggi un pochino più grandi. In entrambe i casi sono fiero di loro e orgoglioso si avere due talenti così unici nel mio team.

7.Il mondo dell’illustrazione sta avendo una particolare attenzione anche da parte di un pubblico non di settore. Secondo te è semplice curiosità o c’è dell’altro?

Ci sono veramente grandi artisti sparsi nel mondo, tanti, troppi, ignorati dagli editori… ma grazie ai social, e io ne sono testimone, riusciamo con le nostre forze a farci conoscere e apprezzare. I miei fan grazie al loro passaparola mi hanno fatto conoscere e crescere. Oggi sono oltre 20.000 a seguirmi e non solo in Italia. Il fumetto e l’illustrazione, come ogni cosa in Italia, non viene premiata abbastanza, anzi è un settore dove il disegnatore viene spesso sfruttato. Le case editrici chiedono, pretendono e solo perché ti rivolgono lo sguardo, dovresti prostituirti ai loro desideri. Spesso mesi di lavoro fatto gratis finisce con il “grazie, ti chiamiamo noi”. Il fumetto in Italia sta vivendo un periodo positivo, ma sono troppo pochi quelli che riescono a uscire. Zero Calcare spopola, dopo che per anni era stato detto che il fumetto comico era morto, invece la gente ha bisogno di ridere e di sognare, di ritrovare un messaggio positivo e di speranza. Le persone lo cercano ed è per questo che i miei “cercatori” sono apprezzati… spero di riempire il mondo di Oignòn e spero che le mie “cipolle” facciano si piangere, ma per la gioia che si prova ad incontrarle e a leggere delle loro stellari imprese.

Intervista di Amalia Vingione

 

Bio

Luca Bartolomeo Checchinato, in arte LuCh Art, nasce a Latina il 23 luglio 1977. È un illustratore, fumettista e creativo. Dal 2004 è socio fondatore della Vich, agenzia pubblicitaria (www.vichadv.it) nella quale ricopre il ruolo di Art Director e creativo. Ben presto si specializza nella creazione di marchi, coordinati aziendali, strategic marketing, web Designer e, chiaramente, come illustratore. Il disegno è sempre stato la sua principale attività. Oggi è diventato un lavoro. La passione per il disegno lo travolge molto presto, a partire dal primo anno delle scuole medie, iniziando come cominciano tutti, ovvero copiando alcuni fumetti, fino a quando nacquero le storie e i personaggi tutti suoi. Tiene corsi di disegno e grafica vettoriale e nell’estate 2015 pubblica il primo capitolo della Graphic Novel “Oignòn. Cercatori di stelle”, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e il riconoscimento di Artista dell’anno 2015. All’attivo ha diverse mostre, l’ultima conclusasi nel gennaio 2016 presso il Teatro Furio Camillo di Roma

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