Overactive – Cerebral Cage

Autoprodotto

Recording : 16th Cellar Studio & Panic! Studio

23 Aprile 2013

Tracklist & Featuring

1 – Blackout
2 – Destroyin’ Is the Way
3 – Cerebral Cage
4 – Mass Psychogenic Illness

Recensione

Gli Overactive nascono nel 2013 da un’idea di Jacopo Mangoni (Voce). Nel progetto entra a far parte sin da subito Fabio Savelli (Chitarra) e in seguito Alessio Ottaviani (Chitarra). Il gruppo è completo con l’arrivo di Marco Sabbatini (Basso) e in veste di turnista e in seguito come membro ufficiale Marcello Del Monte (Batteria). A gennaio 2015 entrano in studio di registrazione (16th Cellar Studio & Panic! Studio) per dar vita al primo EP “Cerebral Cage”. Una delle singolarità o quanto meno, degli aspetti inusuali degli Overactive, è il luogo da cui provengono: Terracina. La bella cittadina della costa pontina è un luogo ricco di musica e di artisti di assoluto rilievo, basti pensare al batterista Roberto Gatto o al sassofonista Rosario Giuliani, a musicisti più dediti alla sperimentazione e al crossover, come i Neo del geniale chitarrista Manlio Maresca o ai Muiravale Freetown, band in ascesa nel panorama reggae italiano. In questa scena musicale indiscutibilmente ricca e creativa però, faceva poco capolino il rock e ancor meno il metal, almeno fino a poco tempo fa. A colmare questo gap sono infatti arrivati gli Overactive che, insieme agli ottimi Abscendents, tengono alto il vessillo del Death Metal in terra pontina. L’origine del monicker della band è un chiaro omaggio a Chuck Schuldiner (R.I.P.) e ai suoi Death, e qui non credo che si sia bisogno di aggiungere altro. Anche il concept del loro EP “Cerebral Cage” rimanda alle complesse speculazioni filosofiche di Schuldiner, almeno da “Spiritual Healing” in poi. Eccone una sintesi:

“Nella vita di ogni persona, di ogni essere umano su questo insulso sasso che ci arroghiamo di chiamare pianeta, ci sono degli avvenimenti cui seguono momenti bui, spesso flebili, talvolta di oscurità totale, dei veri e propri Blackout in cui la luce che prima permetteva di percepire il mondo in un certo modo viene a mancare e sopraggiungono il freddo, la paura, l’ansia. Vagando in tale oscurità, taluni ritrovano la luce, quella stessa luce che li ha guidati negli anni; altri, invece, continuano a strisciare in questa oscurità nichilista, tastando alla cieca lo spazio intorno a se…”“… un po’ come il Mito platonico della Caverna, dalla quale si fugge unicamente Distruggendo i propri vincoli, le proprie catene, e Andando Via. E fuori dalla caverna il mondo è diverso, incredibilmente diverso, la nuova luce, molto più grande e brillante di quella di un piccolo focolare, impatta fulgida delle cose e permette di discernerle per ciò che sono realmente. “Cerebral Cage” non è un inno di speranza, ma un secchio di rabbia, livore e pessimismo da riversare sul mondo, acido da spruzzare sui servi incatenati nella caverna, poco importa se ciò non farà altro che rafforzare le loro posizioni e metterli sulla difensiva: ci sono persone che non meritano di essere salvate dalla propria cecità, ma che meritano solo di bruciare e di affogare nel proprio stesso fetore “(Riccardo Santucci, autore dei testi).

L’ultimo passaggio è fondamentale per inquadrare lo spirito musicale della band: gli Overactive suonano un death viscerale, a tratti grezzo e immediato, non basato cioè su tecnicismi esasperati e intricati virtuosismi, ma più sulla violenza senza compromessi, anche se le strutture dei brani sono comunque efficacemente articolate e anzi, rappresentano uno degli aspetti più interessanti dello stile della band. E’ comunque la qualità “hardcore” (mi si passi l’accostamento) l’elemento preponderante dei quattro brani che compongono “Cerebral Cage”, un EP da sentire tutto di un fiato, anche se a mio parere i momenti più significativi sono “Mass Psychogenic Illness” e “Destroyin’ is the way”. Un’ottima prima prova per una band che, oltre a lasciar intravedere ulteriori sviluppi nel proprio sound, fa della rabbia sanguigna in musica la sua forza. Il che, fatemelo dire, deve continuare a essere un aspetto imprescindibile di questo genere musicale.

 

Recensione di Gojira

Overactive_Cerebral_Cage

Bio

Gli Overactive nascono nel 2013 da un’idea di Jacopo Mangoni (Voce).
Nel progetto entra a far parte sin da subito Fabio Savelli (Chitarra) e in seguito Alessio Ottaviani (Chitarra).
Il gruppo è completo con l’arrivo di Marco Sabbatini (Basso) e in veste di turnista e in seguito come membro ufficiale Marcello Del Monte (Batteria).
A gennaio 2015 entrano in studio di registrazione (16th Cellar Studio & Panic! Studio) per dar vita al primo EP “Cerebral Cage” uscito ad Aprile 2015.
Dopo due anni di collaborazione, il chitarrista Fabio Savelli lascia la band in Agosto, e viene sostituito da Gabriele “Arch” Vellucci.

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