Samuel Holkins – Intervista

Un’ idea di musica precisa, poco lineare e tagliente è quello che mi viene in mente quando si parla della band che DemonCleanerZine ha scelto di presentarvi: la band di Samuel Holkins. Band formiana, un po’ ribelle e scanzonata ma dal sound accattivante e di qualità. Venuti alla luce nel 2010 in occasione dell’uscita del loro primo album “Falsa la Vertià”, riscuotono un buon successo ed è facile ascoltarli in radio o tv, anche attraverso emittenti importanti come rai News, Rai 5 e Italia 2, collezionando anche aperture di concerti notevoli come quelli di Max Gazzè ed Enzo Avitabile. Dopo numerosi live e qualche cambiamento necessario, la band è pronta per il secondo album,” Il Santo”: EP che viene pubblicato il 14 febbraio 2015, dalla Music Force che ha curato l’intero progetto. Anticipato dall’esilarante video che presenta il brano dell’ album omonimo (per la splendida regia di Antonio Zannone), in cui viene fuori il lato più indisciplinato dei tre moschettieri armati di basso, batteria e una chitarra graffiante guidati dal prode D’Artagnan alla voce. Questo lavoro è ricco di spunti musicali importanti che vanno daI cantautorato più puro al punk-rock, passando per contaminazioni blues e folk. Taglienti, con qualche critica alla classe politica più provincialotta spaziano fino a temi meno impegnati,; il loro atteggiamento un po’ strafottente, irriverente e spavaldo è proprio quello che della band piace anche se a volte indispettisce.

L’album si snoda in sonorità rock intonate dalla forte espressività ed estensione della voce di Samuel, un groove che si impone in tutte le tracce dell’album. Al di là dell’apparenza un po’ canzonatoria, la band si mette a nudo, musicalmente e personalmente, dimostrando di non avere etichette, di volersi staccare dalle sonorità più statiche di Falsa la verità. Traccia dopo traccia si scoprono sonorità diverse che attingono a diversi generi musicali, soprattutto quando il sound è più sostenuto, calmo, e la chitarra è meno veemente e graffiante, rendendo l’album particolarmente eclettico. La band sperimenta e lo fa senza mezzi termini. Andiamo a conoscerli meglio:

Intervista

1.Ciao ragazzi, partiamo con le presentazioni: chi erano all’inizio i Samuel Holkins e chi sono oggi?

Credo che tutto ruoti intorno ad un unico bisogno: quello di fare musica. Quello che sta cambiando con il tempo é la consapevolezza di fare musica in ogni modo e di evolversi come musicisti e come persone. Oggi siamo questo: un progetto in cerca di cose nuove.

2.Ne “Il Santo” si percepisce una maggiore cura e stabilità dei brani, per voi cosa è cambiato rispetto a “Falsa la verità”?

Avere un album o, in questo caso, due da ascoltare fa si che puoi misurarti con te stesso e cercare di enfatizzare il tuo lato migliore. Nella musica serve uno start ma non bisogna mai pensare di essere arrivati, continuare a produrre materiale nuovo ti riempie di esperienza…la nostra regola é fare.

3.In questo lavoro così eterogeneo, il brano “Mille luci” rappresenta chiaramente la volontà di sperimentare generi completamente diversi, questa decisione è dovuta alla voglia di non appiccicarvi addosso delle etichette, di non diventare uno stereotipo?

Esatto, spesso appena dici che fai rock in italiano ti attaccano un bollino con scritto Timoria, Litfiba e Negrita! Una cosa che magari all’inizio ti fa piacere,ma che non senti tua, visto che i nostri modelli sono completamente diversi ed eterogenei, abbiamo un’ idea libera di musica e ne siamo molto fieri. Il prossimo lavoro che sta prendendo forma ha dei confini non delineati e credo che useremo qualsiasi idea di suoni e di strumenti che possano farci emozionare.

4.“Babylonia” tratta un tema importante ed attualissimo che è l’immigrazione, una ballata pop-rock che rende emotivo e più intimo l’ascolto. Da cosa nasce il brano e la scelta di affrontare questo tema?

Sono figlio di emigrati e so cosa significa vivere in un paese e sentirsi straniero! Tornare in Italia e trovare un paese corrotto e distrutto e sentire tutto questo veleno contro gli immigrati fa davvero male. In fondo cercano solo un futuro, del cibo e dignità. Dovremmo essere fieri di aiutarli perché siamo stati (noi Italiani) i primi immigrati a portare il nostro lavoro, ma anche le nostre mafie in giro per il mondo. Noi siamo diventati troppo vip e i lavori umili non vuole farli più nessuno ma i clandestini vanno bene per essere sfruttati nei campi o nelle serre, la colpa del loro diventare delinquenti è del nostro governo…perché non dargli la possibilità di lavorare a costi contenuti?

5.Avete un’innegabile impronta rock. Cosa significa per voi suonare questo genere in Italia, dove sicuramente il panorama musicale è dominato dai prodotti dei talent show e quindi da un pop mediocre e a volte scadente?

Una sfida, il rock é uno stato d’ animo: o lo sei o non lo sei… magari puoi anche suonare musica classica ma essere rock. Ma la colpa non è dei talent o della musica mediocre, la colpa è di chi per anni ha fatto credere che suonare rock significa essere per forza cafoni e ottusi! Ci piacerebbe tanto sfatare questo mito in Italia dove il rock è inteso come rumore e chitarre distorte; mentre per noi il rock è qualità e ricerca musicale ( poi quando dobbiamo picchiare picchiamo sia inteso ;-p )

6.Ambite ad un palco in particolare? Mi spiego meglio: i vostri progetti per il futuro quali sono? C’è qualche artista con cui vi piacerebbe collaborare?

Ci piacerebbe tanto collaborare con Subsonica, Caparezza o ed altri artisti stranieri… Magari rimarranno solo sogni, ma a noi piace sognare!

 

Articolo di Nadia De Ruosi

 

Biografia

Ritardatari, disordinati e burloni…Un progetto con un nome da solista nato da Samuel Holkins che con il tempo trova nella sua tortuosa strada Gianluca alle chitarre, Vince al basso e Max alla batteria. Tra di loro non esiste complicità e accordi sul da farsi, non fanno bei concerti, non registrano album e singoli di successo. La sala prove é meta spesso di barzellette, é umida e dai microfoni è facile prendere la corrente. Nel 2010 esce “Falsa La Verità”, album registrato nel piccolo home studio di Maranola (LT) e missato a Bergamo da Davide Perrucchini (Verdena-Ulan Bator) che riesce a far resuscitare sette tracce che finiscono sotto i meravigliosi insulti della critica. Per un errore di valutazione la Music Force di Chieti mette sotto contratto la band che viene definita dalla stampa come la nuova grande truffa del rock’n’roll in Italia. Nonostante la pochezza musicale e di contenuti, i brani dell’album “Falsa la verità” girano su circa 200 emittenti radio-tv tra cui anche Rai News, Rai 5, Italia 2, Music Box, SFR 2 (tv di stato della Svizzera), Tv Koper-Capodistria (Tv di stato della Slovenia), Rai Isoradio, Radio Vaticana, Radio Padania…e i ragazzi pontini aspettano ancora i primi introiti Siae.I dischi si vendono sempre meno, è risaputo, ma il passaparola ha fatto sì che dopo le prime 1000 copie andate in fumo, ci fosse bisogno della ristampa di altre 500 copie due anni dopo la prima uscita del 2010. Tra un insuccesso e l’altro, la band riesce ad aprire i concerti di Max Gazzè ed Enzo Avitabile, ovviamente all’insaputa degli artisti che sconsacrano Samuel Holkins and Co. Sprezzanti del pericolo e con la voglia matta di cambiare nome per non farsi riconoscere, i ragazzi di Formia decidono di pubblicare il 14 febbraio 2015 il nuovo album dal titolo “Il santo”. E lo fanno in una maniera completamente diversa dal solito: tra uno sbaciucchiamento di coppie e un altro, arrivano a rompere le uova nel paniere come si confà ad una band che non ha nulla da chiedere nel panorama musicale italiano. Inoltre, qualche giorno prima dell’evento, “Il santo” sarà allegato gratuitamente al quotidiano “Il Sannio” per un numero limitato di 4000 copie, così anche i lettori più attenti potranno disgustare le gesta musicali di Samuel Holkins.

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